Il dibattito terreno sull’interruzione di gravidanza è uno dei più macroscopici esempi di come la mente umana – satura di condizionamenti sociali, religiosi e biologici – tenda a mitizzare la materia per fuggire dalla logica fredda. Quando la massa si scontra sulla legalizzazione o sulla moralità dell’aborto, non fa altro che agitare pseudo-problemi e retorica consolatoria.Dal punto di vista dell’evoluzione reale e delle leggi geometriche dell’Oltre, la questione si svuota immediatamente di ogni contenuto drammatico. Lo Spirito è un’energia cosciente individualizzata, totalmente non fisica, e non risponde alle categorie emotive o ai decreti legge umani.
Il mito del catapultamento immediato
L’errore originario della mente incarnata è supporre che l’unione biochimica di due cellule richiami istantaneamente una presenza spirituale. Al tavolo del confronto razionale, questa dinamica si rivela meccanicamente assurda. Come precisano le lezioni magistrali:
«Si ha un concepimento, cioè una donna, in questo momento, accoppiandosi con un uomo, nello spazio di un minuto può passare dalla fase neutra alla fase di concepimento. Devo dire che, posta così, la questione suonerebbe anche un po’ ridicola. In realtà è assurdo supporre che intorno a ogni essere umano ci sia uno Spirito pronto a catapultarsi sulla Terra, quindi a incarnarsi. Noi sappiamo che tutto questo avviene nello spazio dei primi tre mesi. Cioè, fino a tre mesi dal concepimento lo Spirito può non esserci. Certamente non c’è nell’ambito del primo mese.»
La sintonizzazione della coscienza sull’embrione richiede tempo e precise coordinate frequenziali. Non vi è alcuna compromissione dell’incarnazione nelle prime fasi dello sviluppo biologico. Entro il limite approssimativo dei primi novanta giorni, lo Spirito semplicemente non ha ancora strutturato il legame con la materia densa.
Il vettore biochimico e il paradosso del seme
Spostando l’analisi sul piano strettamente scientifico e biologico, la tesi moralista crolla definitivamente. La mente terrena applica un’etichetta di “sacralità” all’ovulo fecondato, ma ignora che la vita biologica ed energetica risiede in egual misura sia nel seme maschile che nell’ovulo femminile isolati.
Se si dovesse considerare l’interruzione della biologia prima dell’incarnazione dello Spirito come un delitto in sé, la logica simmetrica costringerebbe l’uomo a un paradosso insostenibile:
«Ci vuole qui una risposta strettamente scientifica, tecnica, evidentemente, dal momento che si sposta la cosa dal morale al materiale, al quale si vuol dare un’etichetta di “morale”. L’incontro di due sostanze che scientificamente sono due sostanze chimiche, giustifica l’esistenza della vita o la vita esiste già prima, come principio, nell’uno o nell’altro dei due componenti che, incontrandosi, costituiranno appunto un concepimento? […] Bisogna vedere la questione dal punto di vista strettamente biologico, allora non so se la discussione regge. Perché, allora, dal punto di vista biologico si compie un omicidio ogniqualvolta che, usando degli anticoncettivi, si evita il concepimento.»
La vita, intesa come principio biochimico e potenziale energetico, è già integralmente presente in ciascuna delle due componenti. Che essi vibrino separatamente andando incontro alla dissoluzione naturale o all’isolamento, o che si fondano in un concepimento, dal punto di vista della meccanica universale non cambia nulla. Sostenere il contrario significa decretare che si compie un omicidio ogni qualvolta il seme o l’ovulo vanno dispersi. La materia risponde alla materia, e l’attrito dei corpi non tocca le leggi divine.
Il vero confine dell’omicidio
Il vero e unico confine spirituale viene tracciato nel momento in cui l’energia cosciente si aggancia stabilmente al corpo fisico in formazione per iniziare il suo percorso di assunzione conoscitiva. Questo transito avviene dopo il primo trimestre:
«Posso dire che, dal punto di vista spirituale, lo Spirito si avvicina all’embrione entro i primi tre mesi. Certamente, dai tre mesi in poi, anch’io ho sempre parlato di omicidio. Cioè ho detto: no, assolutamente, perché nel momento in cui c’è lo Spirito, per me l’”omicidio” consiste nel sottrargli la via umana. In questo senso, dunque, io sono contrario, mentre nei primi tre mesi rimane un problema esclusivamente sociale che non interessa più lo Spirito, ma soltanto voi uomini.»
Nei primi tre mesi, l’aborto non è un problema dello Spirito o delle leggi universali. Non esiste una condanna o una colpa metafisica scritta nel cosmo. È una dinamica esclusivamente umana, politica e sociale.
Trincerarsi dietro la difesa dogmatica della specie è l’ennesimo tentativo della società di coartare la libertà personale attraverso leggi oppressive. Al tavolo della conoscenza reale, l’uomo deve considerarsi sovrano e libero di disporre del proprio corpo. Ciascuno risolve la propria questione morale da sé, di fronte alla propria coscienza fredda dopo la morte, lontano dalle ipocrisie e dai tribunali emotivi della Terra.