Il vero senso della competitività: tra competenza, potere e saggezza

Testo originale integrale: secondo stralcio della seduta dell’11 dicembre 1994.

Cosa significa davvero essere competitivi? In questo video/audio viene proposta la riflessione originale della seduta. Ecco i punti chiave in evidenza:

  • La competitività appartiene a chi opera: La competizione ha valore solo tra persone che agiscono e fanno. Non è concepibile tra chi non fa nulla. Proporre alternative richiede la capacità pratica di metterle in atto.
  • Consigliare non significa competere: Il semplice suggerimento è prezioso, ma non rientra nella competitività reale. Quest’ultima è una forza per sostituirsi a un altro.
  • Competenza vs Cosa Pubblica: Per proporre nuove ipotesi serve conoscere a fondo la materia, altrimenti è meglio tacere. Il paradosso del mondo attuale è che i veri competenti spesso restano a casa, mentre i veri incompetenti occupano la cosa pubblica.
  • Il ruolo del Saggio e del Leader: Se mancano le competenze, occorre fare un passo indietro e rimanere come consiglieri. Il vero saggio (o leader) prepara gli altri affinché possano un giorno prendere il suo posto con lealtà, onestà e merito.

“Nessun maestro spirituale è stato inevoluto… Ciascuno debba stare al suo posto, altrimenti è pura aggressione, non competitività.”

 

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