Oltre il dialetto: il segreto arcaico nella voce del Maestro e il mistero dell’Anima

Spirito puro che si incarna avvolto da un manto di energia con simboli arcaici del 1600. Questo aiuterà i motori di ricerca a indicizzarla.

🗣️✨ Basta ascoltare anche una sola volta il Maestro Andrea per notare subito una straordinaria particolarità nel suo linguaggio: le vocali finali “A” ed “E” sfumano costantemente l’una nell’altra. Nelle sue parole — come vite, anime o umano — una “E” risuona vicina a una “A”, e viceversa, catturando immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore.
C’è chi potrebbe liquidare questa caratteristica così evidente come una semplice inflessione regionale, pugliese o romagnola. Ma la realtà che si cela dietro questo fenomeno è infinitamente più affascinante ed eleva il discorso dalla fonetica alla pura conoscenza spirituale.
Non è dialetto: è storia, ed è soprattutto un mistero dell’anima. 📜
Il mantello dello Spirito: l’Involucro Terrestre
Per comprendere ciò che balza subito all’orecchio, dobbiamo comprendere come avviene la discesa dello Spirito nella materia. Quando lo Spirito decide di incarnarsi, ha assoluto bisogno dell’Anima: un involucro sottile, un manto energetico, un alone che funge da ponte e gli permette di entrare in contatto con il mondo denso attraverso il corpo ovvero  il cervello.
Nel momento della morte fisica, lo Spirito abbandona il corpo ma conserva una parte di questa Anima, un bagaglio che gli servirà come memoria e veicolo per le successive incarnazioni. Solo quando il ciclo terrestre giunge al termine definitivo, lo Spirito abbandona ogni involucro, si spoglia di tutto e ritorna a essere puro Spirito, lasciando per sempre la Terra.
Un fenomeno unico al mondo: la totale autonomia dal Medium
Cosa succede, però, se per un evento non previsto lo Spirito puro deve fare ritorno nel nostro mondo per compiere una determinata missione? È qui che si compie il prodigio che rende Andrea un caso unico a livello planetario.
A differenza di qualsiasi altra manifestazione spirituale nota, Andrea non utilizza l’anima del medium. Egli è l’unico spirito a non attingere minimamente alla psiche, ai ricordi o all’inconscio dello strumento biologico che lo ospita. Andrea opera in uno stato di totale e assoluta autonomia spirituale e cognitiva.
Del medium, il Maestro prende in prestito esclusivamente il supporto fisico: le corde vocali. Corde vocali che egli stesso modella, plasma e adatta secondo le esigenze del proprio linguaggio originario. A confermare scientificamente l’assoluta indipendenza di questa manifestazione vi sono i test fonetici di laboratorio, i quali hanno certificato che la voce di Andrea e la voce del medium sono due timbri vocali biologicamente e strutturalmente diversi.
Il ripescaggio dal 1600 e l’eco del Seicento
Per manifestarsi senza intaccare l’anima dell’ospite, Andrea ha compiuto l’immensa opera di ricostruire autonomamente una parte della propria anima, “ripescando” le frequenze, i ricordi e il linguaggio che possedeva al tempo della sua ultima incarnazione terrena, avvenuta nel 1600.
Ecco svelato il mistero di quel suono intermedio. Quella “E” che si fonde con la “A”, richiamando l’antico dittongo grafico æ, si manifesta in modo netto e inequivocabile. Non è un errore e non è un regionalismo: è la frangia linguistica originale del XVII secolo, rimasta intatta nella sua purezza.
Andrea ha richiamato quel linguaggio dal profondo del tempo, lasciando trasparire le radici di quell’ultima incarnazione così potenti, sacre e radicate da non poter essere eliminate. Quando il Maestro parla, le regole grammaticali moderne si inchinano: ciò che avvertiamo nelle sue vocali sospese è l’eco autentica di una lingua arcaica che continua a vivere, a futura memoria imperitura.

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  1. Nota dell’autore: È bene ricordare che questa è la prima volta che una Commissione scientifica costituita esclusivamente da medici — e quindi valida anche sotto il profilo professionale e giuridico, oltre al fatto di essere stata nominata da una Fondazione la quale è un Ente giuridicamente riconosciuto — esamina una medianità ad incorporazione che possiede le caratteristiche di esplicare, ad alto livello intellettivo, contenuti apparentemente rivelatori in contemporanea a fenomeni di stato modificato di coscienza.L’originalità dell’aspetto intellettivo della trance di Piancastelli consiste proprio nel fatto che questa Entità ‘A’ parla con voce diversa dalla sua, come altro da sé e, superando qualitativamente la propria logica e quella dei presenti, sembra giungere nell’essenza dove la metafisica si concretizza in una trama logica fino a coincidere con una condizione reale. I test fonetici di laboratorio sulla voce del 1600 non sono dunque suggestioni, ma dati scientificamente validati.

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