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- Tale concetto appartiene al Cristo storico o si tratta di un’aggiunta successiva dei Padri della Chiesa, inserita circa 300 anni dopo la sua morte?
- Il “giudizio” va inteso in senso letterale o come un “punto e a capo”, ossia il termine dell’esperienza nella materia e l’inizio di un nuovo ciclo?
“Ma, il giudizio finale di cui ha parlato Cristo era chiaramente il giudizio del ciclo incarnativo. E quindi finale rispetto a tutte le incarnazioni che si andavano a verificare in uno spirito. E quindi, alla fine -voglio dire- più che un giudizio… Perché il giudizio avviene nel corso dell’esistenza: non è che voi fate le cose e siete giudicati alla fine. Voi -questa è un’altra cosa che voi sapete poco, probabilmente ne abbiamo anche parlato poco… Il giudizio si matura nel corso degli eventi. Cioè non crediate che tutto venga giudicato alla fine della vita…”
Ma, il giudizio finale di cui ha parlato Cristo era chiaramente il giudizio del ciclo incarnativo. E quindi finale rispetto a tutte le incarnazioni che si andavano a verificare in uno spirito. E quindi, alla fine -voglio dire- più che un giudizio… Perché il giudizio avviene nel corso dell’esistenza: non è che voi fate le cose e siete giudicati alla fine. Voi -questa è un’altra cosa che voi sapete poco, probabilmente ne abbiamo anche parlato poco… Il giudizio si matura nel corso degli eventi. Cioè non crediate…(continua in audio)
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